Obama, la forza della speranza


Barack Obama
Ha vinto la speranza. La parola magica che per due anni e’ stata l’anima della campagna elettorale di Barack Obama ha trionfato martedi’ in America spingendo a votare milioni di persone che non l’avevamo mai fatto prima e portando per la prima volta un candidato nero alla Casa Bianca. Per Barack Obama la “audacia della speranza” non e’ stato solo il bel titolo di un suo libro o lo slogan che ha conquistato milioni di americani. E’ stato anche un modo di vivere.
Non c’e’ stato discorso di Obama, in questa campagna elettorale infinita, che non abbia toccato questo tema. E non c’e’ stata una sola volta in cui le sue parole, pronunciate abbassando all’improvviso la sua potente voce baritonale, riducendola ad un mormorio, non abbiamo messo i brividi agli ascoltatori. “Speranza e’ quella cosa dentro ognuno di noi – aveva sussurato Obama nel suo discorso di vittoria in Iowa, ad una folla piombata nel silenzio assoluto, per non perdere una sola sillaba – che insiste nel credere, malgrado tutto sembri dimostrare il contrario, che qualcosa di migliore ci aspetta se abbiamo il coraggio di combattere per questo”.
E’ esattamente quello che e’ successo in questa campagna elettorale. Quella che alcuni ritenevano solo una frase retorica, “i bei discorsi” tanto sbeffeggiati dal suo rivale John McCain, si e’ rivelato un progetto operativo messo a punto con la precisione di un intervento neuro-chirurgico. Lo “spacciatore di speranza”, l’uomo convinto che “insieme persone ordinarie possono fare cose straordinarie”, e’ riuscito a far diventare realta’ le sue parole. Il suo invito a “scegliere la speranza sulla paura”, in un’America governata da un presidente pronto a calpestare numerose liberta’ civili nel nome della guerra al terrorismo, si e’ trasformato da esortazione evangelica a programma elettorale.
Un programma senza barriere perche’ ognuno ha potuto leggere a suo modo la parola “speranza”. Se per gli afro-americani era la liberazione da catene antiche, prima materiali e poi sociali, per i poveri, per gli ispanici, per i giovani, lo stesso messaggio faceva scattare chiavi di lettura e reazioni positive diverse tutte volte comunque a mobilitare e a dare una voce a parti della popolazione americana che finora si era sentita esclusa dalla partecipazione al processo elettorale. “Speranza non e’ ottimismo cieco, non e’ sedere in panchina evitando la lotta”: il messaggio di Obama ha trasformato le minoranze passive in una grande maggioranza attiva che ha trascinato il senatore nero, come una grande ondata irresistibile, verso la vittoria, verso la Casa Bianca, verso la Storia.
A poche ore dalla sua elezione la prima nomina. Il deputato di Chicago Rahm Emanuel ha accettato il posto di chief of staff (capo di gabinetto) nella nuova amministrazione Obama. Lo annunciato nel pomeriggio la rete televisiva statunitense Cnbc.
Fonte : RaiNews24

6 Novembre 2008 a 11:05
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